
Stalin non è il passato
lo stalinismo non è davvero finito
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Che la Russia di Putin non sia una democrazia, ma un regime con tratti sempre più marcati di totalitarismo, lo possiamo vedere confermato dal fatto che un autore come Aleksandr Solženicyn, uno dei più importanti dissidenti russi, ha denunciato con viva preoccupazione il fatto che la Russia non ha mai fatto i conti col suo passato totalitario, non lo ha mai davvero rinnegato. In Arcipelago Gulag egli insisteva sul fatto che a differenza della Germania, che dopo la caduta del nazismo aveva avviato un reale processo di de-nazificazione, processando in modo limpido e completo i responsabili dei crimini nazisti, nella Russia post-staliniana non fosse avvenuto alcuna reale condanna dei crimini staliniani.
E questo è durato fino ad oggi, con molti in Russia che esaltano Stalin e si rifiutano di riconoscerne i crimini. Il sito Oasis riporta un interessante brano di Solženicyn, che vale la pena leggere per intero, e di cui do qui solo un veloce assaggio.
Nella Germania Occidentale fino al 1966 sono stati condannati ottantaseimila criminali nazisti, e noi gongoliamo, non risparmiamo pagine di quotidiani e ore di radio, ci fermiamo ai comizi anche dopo il lavoro e votiamo: non basta! Neppure ottantaseimila bastano! e sono pochi vent’anni di processi, bisogna continuare!
Da noi invece (secondo quanto è stato pubblicato) sono state condannate circa trenta persone.(...)
Perché alla Germania è dato di punire i suoi malvagi e alla Russia no? Quale funesta via percorreremo se non ci sarà dato di purificarci della sozzura che marcisce dentro il nostro corpo? Che cosa potrà insegnare al mondo la Russia? (...)
il fatto che gli assassini dei nostri mariti e dei nostri padri viaggino per le nostre vie e noi lasciamo loro la strada, questo no, non ci tocca, non ci preoccupa, è “rivangare il passato”. (...)
Tacendo sul vizio, ricacciandolo nel corpo perché non si riaffacci, noi lo seminiamo, e in futuro germinerà moltiplicato per mille. Non punendo, non biasimando neppure i malvagi, non ci limitiamo a proteggere la loro sterile vecchiaia, ma strappiamo dalle nuove generazioni ogni fondamento di giustizia. (...)
I giovani imparano che la bassezza non viene mai punita sulla terra, anzi porta sempre il benessere. Non sarà accogliente un tale paese, farà paura viverci!
📚 Bibliografia essenziale
AA.VV.,
Il libro nero del comunismo (). Crimes, terreur, répression, Paris 1997[ampio volume, molto documentato. Essenziale per documentarsi sui risvolti sanguinari del comunismo storico, in tutti i paesi del mondo in cui si è affermato.].
J.B. Fages,
Introduzione alla diversità dei marxismi (), Toulouse .
- Aron Gabor,
Il grido della Taiga (
), 2003 (?).
- Giorgio Galli,
Stalin e la sinistra: parlarne senza paura (
), Milano 2009.
- Vasilij Grossman,
Il bene sia con voi (
), .
- Luis & Germán Mercader & Sanchez,
Mio fratello l’assassino di Trotskij (
), Torino 2006.
- Richard Pipes,
Comunismo, una storia (
), Milano 2003.
🎬 Filmografìa
Films collegati al tema sono, tra gli altri:
-
Sergej , Два прокурора, (tr.it. I due procuratori),
(
) (Una denuncia spietata di come il comunismo reale perseguitava gli stessi protagonisti della Rivoluzioni, e in base ad accuse assolutamente infondate.).
-
Andrzej Wajda, Katyn(
) 2007 (sull'eccidio di ufficiali polacchi prigionieri di guerra dei russi, durante la 2a guerra mondiale.).
-
Armando Iannucci, The Death of Stalin, (tr.it. Morto Stalin, se ne fa un altro),
(
) 2017 (film tra il comico e il grottesco, che guarda con irridente critica la vita, fatta di sospetti e di complotti, al vertice dell'URSS in occasione della morte di Stalin.).